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La cucina sarda, questa sconosciuta. Viaggio gastronomico alla scoperta di delizie più o meno note.

Che la Sardegna sia la vera perla del Mediterraneo è ormai assodato: bellezze naturali mozzafiato, accoglienza senza paragoni, cultura millenaria… Resta invece ancora poco conosciuta quanto sia ricca e variegata la sua enogastronomia.

Allora, per tutti gli innamorati di questa isola magica, ecco un delizioso compito: oltrepassate i croccanti limiti del pane carasau, andate oltre i gustosi bastioni dei malloreddus, superate le dolci sponde del mirto e scoprite le vere gioie della cucina sarda.

La cucina sarda affonda le sue radici su ricette antiche, tramandate di generazione in generazione, realizzate solo con prodotti locali frutto di una natura pressoché incontaminata, e se oltre a tutto questo consideriamo che alcuni dei più luminosi chef ci hanno aggiunto del loro, che dire, non resta che sedersi a tavola e iniziare questo viaggio culinario.

Partiamo come si conviene con gli antipasti. Il caratteristico piatto sardo solitamente presenta salumi e formaggi misti che spaziano dal profumatissimo prosciutto, ai mille tanti tipi di salsiccia di suino, cinghiale, alla mustela, salume tipico sardo che viene preparato con la lonza.

E se invece volessimo qualcosa di diverso? Perché non assaggiare il pesce a scabecciu? Un pesce fritto e conservato in una salsa a base di pomodoro cipolla ed aceto, simile alla salsa agrodolce. Si prepara con l’anguilla, quella tipica sarda, molto grassa perché pronta alla migrazione verso il mare dei Sargassi anche detta a filatrota.

E di primo? Perché non provare la fregula, la pasta di semola sarda. Indugiamo nel piacere optando per una “Cassoletta di fregula ai frutti di mare” nella versione rivisitata dal grande Antonello Arrus del Ristorante Belvedere del Forte Village di Santa Margherita di Pula.

Oppure scegliamo i culurgiones, una pasta ripiena simile ai ravioli, ma alla versione classica, che li vuole preparati con un ripieno di ricotta fresca di pecora o di capra, uovo e zafferano scegliamo la variante più contemporanea con menta e salsiccia alla campidanese, stigmi di zafferano di San Gavino e vellutata di pecorino giovane sempre made in Forte Village!

Per secondo che ne dite di provare la burrida? Un piatto fatto col gattuccio di mare o con altri pesci grassi (palombo, razza, ecc…) molto apprezzato da Chef Cracco. E per rimanere tra i piatti prediletti del super stellato non possiamo esimerci dall’assaggio della bottarga di Muggine, quella di Cabras, deliziosa tagliata a fettine con un filo d’olio.

Se invece vogliamo onorare a pieno la tradizione sarda non ci resta che abbandonarci al caldo abbraccio del tipico maialetto da latte arrostito al fuoco di brace profumato al mirto, con pinzimonio di verdure estive. Si tratta di un maialetto unico e particolare perché viene ucciso prima dello svezzamento ed è tanto piccolo da essere cotto intero.

Per dolce non si ha che l’imbarazzo della scelta: seadas, tiliccas, cajadhine, papassini, prichittas, gueffus e cuppuletta. Tutte paste, pasterelle e frittelle a base di ricotte, mandorle, formaggio, glasse, miele e chi più ne ha più ne metta!